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Vangelo di martedì 30 Giugno 2026
È sorprendente leggere nel Vangelo di oggi che Gesù dorma mentre si sta scatenando una violenta tempesta che scaglia onde minacciose sulla barca dei suoi discepoli. È ancora più sorprendente constatare, nella storia e nella vita, che lo stesso Signore appaia talvolta disinteressato e assente mentre vicende minacciose si abbattono sul mondo, sulla sua Chiesa e sulle singole persone. Quel sonno e quel distacco hanno scandalizzato e scandalizzano molti, hanno generato e generano spesso crisi di fede, hanno indotto molti a parlare del silenzio di Dio, dell’assenza di Dio dal nostro mondo. Qualcuno è giunto perfino a parlare della “morte di Dio” e, sulla stessa scia, ha fortemente dubitato del suo amore per noi. Forse ci siamo dimenticati della causa della primordiale paura, già percepita in modo intenso dai nostri progenitori quando si sono ritrovati fuori del paradiso terrestre: «Ho udito il tuo passo nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto». È stato prima l’uomo a nascondersi a Dio; egli si è accecato nella presunzione di diventare come lui. Il rapporto uomo-Dio era basato sull’amore; dopo il peccato lo vediamo contrassegnato dalla paura e dalla nudità. Il recupero avviene ora mediante la fede, che ci consente di vedere solo attraverso un velo. Quando manca la fede, le burrasche assumono dimensioni distruttive. È quasi sempre l’uomo a scatenarle, ma non è capace di riconoscere le proprie responsabilità e di apportare i necessari rimedi; anzi, le attribuisce a Dio e osa incolparlo. Emette condanne contro quel Dio che volutamente ignora. Non sono quindi il silenzio, il disinteresse, e ancor meno l’assenza o la morte di Dio la causa delle nostre disfatte, ma l’oscuramento dell’anima, il buio della fede, che genera tempeste, violenze e sopraffazioni; è ancora la stessa mancanza di fede a scatenare la paura in coloro che le subiscono. Conosciamo bene il brano in cui il Signore ci ricorda di non aver paura di coloro che possono uccidere il corpo, ma piuttosto di colui che può distruggere l’anima, creando l’inferno nella nostra vita. Ai nostri giorni il malessere profondo e il decantato progresso convivono assurdamente insieme e sono pochi coloro che, con intelligenza e sapienza, ne sanno scrutare difetti e valori. Il salmista così ci ammonisce: «Non vantatevi». E agli empi: «Non alzate la testa! Non alzate la testa contro il cielo, non dite insulti a Dio». Lo stesso Signore, dopo la sua passione e risurrezione, così ci rassicura: «Vi ho detto queste cose perché abbiate pace in me. Voi avrete tribolazione nel mondo, ma abbiate fiducia: io ho vinto il mondo!».
La poca fede e la paura.
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