Famiglie d’A-mare
scritto da admin il 15 Luglio 2022 alle 15:49Nessun commento

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invio in corso...«Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò». Ci giunge sempre propizio quest’invito del Signore, particolarmente in questo periodo dell’anno, in cui, stanchi anche dai mali silenziosi e nascosti che ci sovrastano, sentiamo più urgente il bisogno di ristoro e di refrigerio. La stanchezza e l’oppressione fanno parte dell’esperienza umana, ne evidenziano i limiti e la fragilità e spesso non bastano i nostri ristori per lenirle. Il Signore sa bene del peso del nostro giogo; egli stesso se ne è fatto carico. Vuole perciò liberarci di quel peso che ci opprimerebbe fino a ucciderci, se restasse sulle nostre spalle. Non ci risulta particolarmente difficile trovare un qualche refrigerio per il nostro corpo; è arduo, però, trovare il vero conforto per l’anima quando è oppressa dal male e appesantita dalle avversità. Per questo il Signore, ancora una volta, ci chiama a sé e ci sollecita a un incontro personale con lui. Ci instilla per questo pensieri di umiltà e di mitezza, le virtù che egli ha praticato in modo sublime e che a noi consentono di affidarci fiduciosamente a lui. La presunzione umana genera l’accumulo dei pesi sulle nostre fragili spalle fino a sommergerci in una tomba infernale costruita con le nostre mani. Ed ecco la preghiera di Gesù per noi: «Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli». Siamo noi i “piccoli” quando, con semplicità di cuore e con sincera umiltà, riconoscendo i nostri limiti e la nostra fragilità, ci affidiamo al Signore nella preghiera assidua e costante, per attingere da lui la forza che non abbiamo. Questa è la via per conoscerlo e amarlo: «Nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare». La rivelazione si apre alla nostra migliore comprensione proprio quando facciamo esperienza della bontà di Dio, trovando in lui il vero e completo ristoro. Così il giogo, pesante sulle nostre fragili spalle, diventa dolce e il carico delle nostre miserie leggero. «È stato Dio, infatti, a riconciliare a sé il mondo in Cristo, non imputando agli uomini le loro colpe e affidando a noi la parola della riconciliazione». La vita sacramentale è quindi la nostra forza: quel «Venite a me» lo ascoltiamo con particolare interesse e sollecitudine nel giorno del Signore, quando, come singoli e come comunità, siamo invitati alla sua mensa.
Venite a me!
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